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Iniziativa della Corte dei Conti: contestati compensi per 1,3 milioni. Il legale del prof: «Autorizzazioni rilasciate dal rettore pro tempore»
Voragine all’Ospedale del Mare, chiesto il rinvio a giudizio per Cosenza
Avrebbe espletato una serie di incarichi professionali ritenuti incompatibili con il regime di docente universitario a tempo pieno: dopo l'invito a dedurre dell'ottobre 2025 arriva la citazione in giudizio della procura generale presso la Corte dei conti della Campania per il professore Edoardo Cosenza a cui il vice procuratore generale Davide Vitale contesta un danno alle casse dell' Università Federico II di oltre 1,3 milioni di euro.
Si tratta di incarichi che Cosenza, docente di ruolo al Dipartimento di Ingegneria - Analisi e Progettazione Strutturale - dell'Università degli Studi «Federico II» di Napoli avrebbe svolto, secondo gli inquirenti, in violazione della normativa di riferimento ma - va sottolineato - in un periodo precedente all'ingresso in giunta comunale dove attualmente ricopre il ruolo di assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile.
Incarichi che per la difesa del docente universitario ed esponente della giunta di Gaetano Manfredi «sono stati tutti preventivamente autorizzati dall'ateneo».
Sempre secondo gli inquirenti, dopo l'invito a dedurre, sarebbero state consegnate alla procura «inconferenti e ingannevoli istanze autorizzatorie» per dimostrare la leicità delle condotte contestate. Gli incarichi extraistituzionali finiti sotto la lente della procura regionale presso la Corte dei conti della Campania sono stati svolti per vari enti e tra questi figura quello di collaudatore - sia statico che tecnico/amministrativo - dell'Ospedale del Mare, conferito dall'Asl Napoli 1, da quasi 590mila euro.
Poi ci sono gli incarichi per i Comuni di Benevento (per la verifica delle condizioni di sicurezza del ponte sul torrente San Nicola progettato dall'ingegnere Morandi) e Ravello (lavori di realizzazione dell'Auditorium Oscar Niemeyer), per Autostrade per l' Italia (collaudo statico della messa in sicurezza della carreggiata autostradale A16), Autostrade Meridionali (consulenza professionale relativi alla valutazione sullo stato d'uso di alcune opere presenti lungo l'autostrada A3 Napoli-Pompei -Salerno), la Tangenziale di Napoli (verifica di alcune opere presenti lungo la tratta A56) e, infine, per l' Università degli Studi di Catanzaro «Magna Grecia» (lavori di completamento del Corpo Clinico e degli annessi Corpi Bassi della nuova sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia in località Germaneto).
Documentazione, quella presentata da Cosenza nell'invito a dedurre, che offre, spiega il vice procuratore generale Davide Vitale nell'atto di citazione, «la più esatta e inequivocabile declinazione e misura della antigiuridicità delle condotte acclarate». A detta del vice procuratore generale inoltre, il «portato autorizzatorio» depositato dalla difesa di Cosenza sarebbe stato «artificiosamente strutturato, nei suoi celati contenuti e negli omessi allegati, per eludere» le attività di controllo dell'ateneo. Il professore Edoardo Cosenza è stato anche assessore ai Lavori pubblici della Giunta regionale di centro-destra guidata da Stefano Caldoro dal 2010 al 2015.
«La diffusione della notizia della citazione della Procura della corte dei conti nei confronti del professor Cosenza merita una precisazione», afferma però l'avvocato Enrico Soprano, difensore del professor Cosenza.
«Gli incarichi, di alto livello scientifico, contestati al professor Edoardo Cosenza e allo stesso conferiti proprio per il suo elevato e riconosciuto spessore scientifico, alcuni dei quali, peraltro, risalenti a più di venti anni addietro, sono stati tutti preventivamente autorizzati dall'ateneo», precisa il legale.
«Le autorizzazioni - spiega Soprano - formalmente rilasciate dal rettore pro tempore, per il loro carattere di provvedimento amministrativo tipico non consentono alcuna ricostruzione dietrologica. Sono quello che dicono. Ricordiamo che, trattandosi di una citazione a giudizio, propria dell'incontestato potere della Procura, è un atto di parte. Sicuri, per quanto detto, dell'insussistenza di qualsivoglia irregolarità, confidiamo serenamente che il vaglio del giudice sortisca il completo rigetto delle istanze della procura».